Segni e sintomi - Spiegazione delle malattie rare

Tempo stimato di lettura:
3 min

Codice ICD-10

  • G47.4

Sinonimi

  • Sindrome da narcolessia-cataplessia

Età

  • Di solito viene diagnosticata tra i 15 e i 30 anni, anche se può manifestarsi a qualsiasi età.

Eredità

  • La maggior parte dei casi è sporadica; tuttavia, si osserva una lieve predisposizione genetica.

Sintomi

  • Sonnolenza diurna opprimente
  • Improvvisi “attacchi di sonno”
  • Cataplessia (debolezza muscolare improvvisa)
  • Paralisi del sonno
  • Allucinazioni ipnagogiche
  • Sonno notturno interrotto

Narcolessia: Un raro disturbo neurologico del sonno

La narcolessia è un disturbo neurologico a lungo termine che influisce sulla capacità del cervello di gestire i cicli sonno-veglia. Le persone con questa condizione si sentono spesso riposate al risveglio, per poi essere molto assonnate per gran parte della giornata. Il disturbo del sonno può influire significativamente sulle attività quotidiane, poiché le persone possono addormentarsi involontariamente anche durante attività che richiedono un’elevata concentrazione, come guidare o mangiare.

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Il disturbo è suddiviso in due tipi principali:

  • Tipo 1: Caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna e dalla presenza di cataplessia o bassi livelli di ipocretina (oressina) nel liquido cerebrospinale. La maggior parte dei pazienti sperimenta cataplessia, una perdita improvvisa del tono muscolare scatenata da forti emozioni come risate o sorpresa.
  • Tipo 2: Caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna senza cataplessia, livelli normali di ipocretina e risultati anomali negli esami del sonno, con latenza del sonno ridotta e intrusione del sonno REM.

 

Cos’è la cataplessia?

La cataplessia è una perdita improvvisa e temporanea del tono muscolare, solitamente scatenata da forti emozioni come risate, sorpresa o rabbia. Può variare da un leggero abbassamento delle palpebre a un collasso fisico totale. A differenza di uno svenimento, durante l’episodio la persona rimane completamente cosciente, anche se temporaneamente incapace di muoversi.

Come si sviluppa la narcolessia

La causa esatta della narcolessia è ancora oggetto di ricerca, ma sono stati fatti progressi significativi. Nei pazienti con Tipo 1 si verifica una perdita dei neuroni dell’ipotalamo che producono Ipocretina (nota anche come oressina), un neurotrasmettitore che regola l’arousal e il sonno REM. Questa perdita è spesso considerata una risposta autoimmune. Altri fattori possono includere lesioni cerebrali, infezioni o rare mutazioni genetiche.

Sintomi della narcolessia

I sintomi derivano tipicamente dalla disregolazione del sonno REM (Rapid Eye Movement):

  • Sonnolenza diurna eccessiva (EDS): Un impulso irresistibile a dormire, indipendentemente dalla quantità di riposo notturno.
  • Intrusione REM: Caratteristiche del sonno REM (come paralisi o sogni) che si verificano durante la veglia, portando ad allucinazioni o paralisi del sonno.
  • Sonno frammentato: difficoltà a mantenere il sonno di notte, che paradossalmente contribuisce alla stanchezza diurna.

Diagnosi

La condizione neurologica viene diagnosticata tramite esami specialistici del sonno e valutazioni cliniche:

  • Polisonnografia (PSG): Registrazione notturna dell’attività cerebrale, della frequenza cardiaca e della respirazione per escludere altri disturbi come l’apnea notturna.
  • Test di Latenza del Sonno Multiplo (MSLT): Uno studio sui sonnellini diurni che misura la rapidità con cui una persona si addormenta, e se entra rapidamente nel sonno REM.
  • Test del livello di ipocretina: In alcuni casi, viene eseguita una puntura lombare per misurare i livelli di ipocretina nel liquido spinale.

Trattamento e prognosi

Attualmente non esiste una cura per la narcolessia, ma i sintomi possono essere gestiti con una combinazione di farmaci e modifiche allo stile di vita. I piani di trattamento spesso includono stimolanti per migliorare la vigilanza, antidepressivi per controllare la cataplessia o ossibato di sodio per la qualità del sonno notturno. Anche i cambiamenti comportamentali, come sonnellini programmati e una rigida routine di igiene del sonno, sono anch’essi molto efficaci.

Con una gestione corretta, la maggior parte delle persone affette da questa rara malattia neurologica conduce una vita piena e produttiva, anche se la condizione necessita di essere monitorata per tutta la vita.

 

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